Low & No Alcohol: la tendenza non è il futuro, è già il presente

In collaborazione con Fabrizio Candino

20 luglio 2026

Ogni anno, con l'arrivo di dicembre, inizia il classico gioco delle previsioni. C'è chi annuncia il ritorno del rum, chi scommette sull'esplosione del mezcal, chi decreta che sarà l'anno dell'aperitivo o di un nuovo distillato destinato a conquistare il mercato. Il "toto-tendenze" della mixology è ormai un appuntamento fisso e professionisti e appassionati sono sempre pronti a puntare sul proprio cavallo di battaglia.

Al di là delle mode, però, una certezza esiste: la società cambia continuamente. Cambiano gli stili di vita, le abitudini di consumo, gli spazi della socialità, le priorità e, inevitabilmente, cambia anche il modo di vivere il bar.

Nel mondo della miscelazione stanno emergendo segnali sempre più evidenti che raccontano una trasformazione profonda del mercato e aprono nuovi segmenti di vendita per tutto il comparto della ristorazione.

Uno di questi ha un nome preciso: Low Alcohol e No Alcohol.

Parlare oggi di queste categorie non significa guardare al futuro, ma descrivere il presente. I mocktail e i cocktail Low ABV non rappresentano più una semplice alternativa per chi non beve alcol: sono diventati una componente stabile dell'offerta dei migliori cocktail bar, sia in Italia sia all'estero.

Comprendere questo fenomeno significa comprendere come sta cambiando il consumatore e, di conseguenza, come dovrà evolversi il settore nei prossimi anni.

La chiave di lettura passa inevitabilmente dalla Generazione Z, profondamente diversa da quella dei Millennials.

È cambiato il rapporto con il bar, che per decenni è stato il luogo simbolo della convivialità, degli incontri tra amici, delle conversazioni davanti a un Martini o a un Negroni. Quel luogo continua a esistere, ma assume oggi un significato diverso: non è più soltanto il posto dove bere un drink, ma uno spazio in cui vivere un'esperienza coerente con il proprio stile di vita.

I numeri confermano questa trasformazione. Le ricerche indicano che la Gen Z consuma circa il 20% di alcol in meno rispetto ai Millennials. Ancora più interessante è il cambiamento culturale: se fino a pochi anni fa ordinare un analcolico poteva generare un certo imbarazzo, oggi accade esattamente il contrario. Scegliere una bevanda senza alcol è diventato un gesto naturale, spesso consapevole, che riflette una maggiore attenzione verso il benessere fisico e mentale.

Basta osservare le carte dei cocktail bar contemporanei per accorgersi di quanto sia cambiato il panorama.

Siamo passati dai semplici succhi di frutta miscelati senza particolare ricerca a una vera e propria architettura del mocktail, costruita con la stessa cura tecnica e creativa riservata alla miscelazione classica.

Anche il cliente è cambiato. Conosce gli ingredienti, legge le etichette, predilige materie prime locali e stagionali, presta attenzione all'apporto calorico delle consumazioni e cerca un equilibrio tra alimentazione, attività fisica e momenti di socialità. Non rinuncia all'esperienza del cocktail bar, ma desidera viverla in modo diverso.

Soprattutto, è un consumatore curioso.

Vuole scoprire nuovi ingredienti, sperimentare sapori insoliti, lasciarsi guidare dal bartender e apprezza chi dedica tempo alla preparazione di un drink studiato nei dettagli, indipendentemente dalla presenza o meno dell'alcol.

Anche l'industria ha colto perfettamente questa evoluzione.

Dalle piccole aziende artigianali alle grandi multinazionali del beverage, il mercato investe continuamente nello sviluppo di nuovi prodotti: gin analcolici, bitter dealcolati, distillati botanici senza alcol, puree di frutta, dolcificanti naturali, succhi biologici e ingredienti ad alto valore aromatico. L'obiettivo è offrire strumenti sempre più evoluti ai professionisti del settore e rispondere alle esigenze di un pubblico in costante trasformazione.

È in questo scenario che si inserisce la filosofia di UpGrade.

La nostra scelta di valorizzare materie prime locali, rispettare la filiera produttiva dalla raccolta alla spremitura e selezionare ingredienti di altissima qualità non nasce da una semplice ricerca del gusto, ma dalla volontà di interpretare un nuovo modo di consumare.

Oggi il cliente non acquista soltanto un prodotto: sceglie una storia, un metodo produttivo, un territorio e un insieme di valori.

Per questo motivo, investire nella qualità delle materie prime significa offrire un'esperienza autentica e costruire un rapporto di fiducia con un consumatore sempre più informato, consapevole e attento.

Perché il futuro della miscelazione non sarà definito soltanto da quale distillato diventerà di moda, ma dalla capacità di creare esperienze che rispecchino i nuovi stili di vita.

E, sotto questo aspetto, il Low & No Alcohol non rappresenta una tendenza passeggera. Rappresenta il nuovo presente del bere miscelato.

Non bere di più, bevi meglio!

Scopri le nostre proposte Virgin

Dal Blog
Scopri le ultime news
Join Upgrade!
Resta aggiornato con la nostra newsletter
Iscriviti
Ho l’età legale per bere nel mio paese di residenza.

Per accedere al nostro sito web, devi avere l’età legale per bere nel tuo paese di residenza.
Ti invitiamo a goderti i nostri prodotti in modo responsabile.